UNA VOCE NOSTALGICA

 

    Ritorna ancora, in questa raccolta di versi, quel desiderio che ha ispirato altri componimenti dell'amico Capicotto: la sua insaziabile voglia di "cantare", con animo sempre commosso e sincero e con semplicità di stile, sentimenti con i quali Egli sembra aver ormai stabilito un legame costante: il ricordo struggente delle giovinezza, intensa come età della "purezza" ("Profumo di donna"), ovvero la memoria di persone e cose di un tempo lontano "A mamma e papà", "Natale", "L'amico scomparso", e, ancora la esaltazione della stessa Natura, che, nel Capicotto, non resta inanimata, bensì sembra caricarsi di significati esistenziali "Pettirosso", "Il Castagno", "Noi siamo"..

    C'è un sottile tormento che spinge l'Autore a ricercare una propria identità col passato e con tutto ciò di "vero" esso nasconde.

    Ma, anche quando la sua mente si rivolge al presente, il tormento riappare, perchè l'Autore immagina il presente già passato ed allora, inevitabilmente, il suo canto veste di malinconia!

    Ora proprio questo apparente "pessimismo", questa presa di coscienza della caducità delle cose, questa incorreggibile "nostalgia" sono essi stessi "sentimento", che l'Autore non pretende di vincolare all'estetica della parola, bensì innalza a "Pensiero", "Speranza", "Amore"!

    Concetti e sentimenti che solo un animo particolarmente sensibile e partecipe, tutto teso alla ricerca di ciò che v'è di più autentico nella vita, poteva cosi sinceramente nobilitare!

 

VINCENZO MARINO