CONCLUSIONE

Credo di poter chiudere queste brevi pagine con parole di elogio e di gratitudine verso quanti pentonesi, in patria e fuori, hanno contribuito e contribuiscono con il loro lavoro e le loro opere al buon nome della nostra terra. Alla folta schiera di cittadini benemeriti nel passato come Luigi Capilupi, avvocato in Napoli, che nel secolo scorso fondò a Capri un ospedale che porta ancora oggi il suo nome, il dott. Giuseppe Pullano e il dott. Antonio De Laurenzi che compirono con nobiltà, disinteresse ed alta competenza, se si tien conto dei tempi proibitivi, la loro opera di medici, si aggiungono oggi i nomi di tanti pentonesi illustri tra cui è doveroso ricordare S. E. Mons. Giuseppe Pullano. Vescovo di patti, il dott. Vincendo De Laurenzi, specialista neurologico, i cui lavori di carattere scientifico hanno suscitato molto interresse sia in Italia che all’estero, specie in Francia presso l’Accademia Medico-Psicologica di Parigi e S. E. Carlo Marini, Presidente della Corte d’Assise D’appello.

Ma un ricordo particolarmente affettuoso va ai pentonesi lontani, in special modo a quelli dell’America che non hanno dimenticato, come nessuno può dimenticare, il paese natio. Essi contribuiscono con generoso entusiasmo ad ogni iniziativa al progresso della nostra cittadina: dall’abbellimento continuo della nostra chiesa che, con il suo prezioso ad artistico baldacchino in stile gotico, i suoi ori, i suoi ornamenti, richiama alla mente il cinquantennio di apostolato e di duro lavoro dell’arciprete don Salvatore Mazzuca, alle sovvenzioni per ogni opera di bene come l’Asilo Infantile e il nostro Complesso Bandistico, uno dei migliori del Mezzogiorno d’Italia, che continua degnamente quella tradizione musicale sorta a Pentone nel secolo scorso.

Nell’odierno clima di rinnovellamento e di integrali sviluppo democratico, l’ansia di elevazione e di miglioramento sempre costante nei pentonesi, trova quelle condizioni particolarmente adatte alla realizzazione di un benefico progresso.

Con lo stesso fine e con lo stesso entusiasmo con cuoi i loro padri, all’inizio di questo secolo, in un periodo quanto mai triste ed oscuro per i nostri paesi calabri, promossero la fondazione di una Società Operaia che, oltre ai fini assistenziali, si prefiggeva scopi educativi e sociali, i giovani pentonesi di oggi frequentano tutte le istruzioni di educazione popolare volute dal Governo della Repubblica, prendono parte attività alla vita politica e sociale, diventano, ogni giorno, più consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri in seno allo moderna società.

Da qui la certezza che coloro i quali oggi si allontanano dalla casa natale non sentiranno più, come diceva Corrado Alvaro, << un amore disperato del loro paese di cui riconoscono la vita cruda che hanno fuggito>>, ma da lontano, penseranno al paesello natio come ad un luogo infinitamente caro ove, insieme agli affetti, hanno lasciato un certo benessere nel lavoro e nella concordia.

 

ANTONIO CAPILUPI