II

Circa l’epoca in cui sorse il mio paese, nulla si sa di preciso. Nella parte bassa che è la più antica, si andarono raggruppando delle abitazioni le quali, insieme, formarono un casale. Tuttora quella zona è chiamata <<Jesu Casale>> cioè il casale di sotto. Questa parte, oggi, forma la base del calice di cui Pentone assume la forma, specie se guardato dall’altura di Cafarda. Il villaggio che si venne a formare ebbe una chiesetta dedicata a S. Giuseppe e a S. Barbara. In seguito, estendendosi l’abitato si ebbe la parrocchia.

Possiamo con una certa approssimazione stabilire l’anno in cui Pentone assurse al rango di parrocchia. Forse il 1500. Origine quindi recente. Niente antiche glorie, miti o battaglie. I padri Brasiliani, venuti dalle Péuglie e che nella vicina Taverna avevano un loro monastero, introdussero e diffusero la devozione a S. Nicola di Bari che fu il protettore di Pentone. Comprotettore fu S. Vincenzo Ferreri di cui si conosceva nella chiesa la statua più antica. Forse furono questi padri Brasiliani a promuovere e a far realizzare la costruzione della Chiesa attuale, dedicata appunto a S. Nicola di Bari. Certo che questi monaci si resero benemeriti per l’opera di rimboschimento da essi compiuta ne dintorni dell’abitato, martoriato dalle frane.

I pochi documenti, conservati con amore e passione di studioso, dal dottore Vincenzo De Laurenzi, si riferiscono ad epoche relativamente recenti. Consistono in notizie di carattere ecclesiastico, resoconti di festeggiamenti della Madonna di Termine, atti parrocchiali . il tutto ha un persistente tono religioso. Pochissimi e di scarso valore i documenti relativi alla vita civile e amministrativa del paese. Talchè è impossibile dire con certezza quando Pentone si costruì in comune autonomo. Si sa che per lungo tempo esso fu sotto la giurisdizione della vicina Fossato Serralta.

Le date incominciano ad acquistare consistenza verso il 1600. da questo periodo la storia di Pentone si identifica con le tradizioni religiose e con lo sviluppo delle istituzioni cristiane. Più precisamente si potrebbe dire che la storia di Pentone è intimamente connessa alla apparizione miracolosa della Madonna a una giovane contadina del luogo chiamata Maria Madia. Il fenomeno, che doveva importare di se tutta la vita della nostra gente, avvenne in località "Termine". Già nel 1608 Termine risulta su di un’antica carta geografica della Calabria. C’è però un’altra data precisa ed è quella delle carte geografiche vaticane eseguite dal fiorentino Ignazio Danti intorno al 1500 per incarico del Papa Gregorio XIII. Su queste carte figura il nome "TERMANE" con un tratteggiato di abitazioni presso a poco nella zona dove oggi sorge il santuario dedicato alla Madonna , detta appunto delle "Trache" o di "Termine". Se ne desume che, in seguito ad alluvioni, franamenti o terremoti questo agglomerato di abitazioni cessò di esistere e gli abitanti vennero ad unirsi a quelli che, poco lontano, avevano fondato un villaggio. O forse, stando alla data delle carte del fiorentino Danti, furono proprio gli abitanti della antica <<Termane>>, distrutta da calamità naturali, a formare il primo nucleo del nuovo abitato che poi si chiamò Pentone? Sarebbe supponibile.