{"id":787,"date":"2023-10-12T20:58:14","date_gmt":"2023-10-12T18:58:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lacalabria.net\/blog\/?page_id=787"},"modified":"2023-10-13T14:20:18","modified_gmt":"2023-10-13T12:20:18","slug":"la-chiesa-parrocchiale-di-pentone","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lacalabria.net\/blog\/?page_id=787","title":{"rendered":"La chiesa Parrocchiale di Pentone"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">Non abbiamo alcun dato che ci permetta di stabilire con precisione quando fu costruita la Chiesa Parrocchiale. Una indicazione si potrebbe, forse trarre dal fatto che la Chiesa fu dedicata a S. Nicola, Vescovo di rito Greco, e non ala SS. Vergine del Rosario, la Madonna dei domenicani, che \u00e8 protettrice di Pentone, e neppure a S. Vincenzo Ferreri, domenicano, che \u00e8 compatrono.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dopo un periodo latino, durante il quale in Calabria furono fondati parecchi monastero benedettini, si ebbe una straordinaria fioritura di monasteri greci. I brasiliani nell\u2019VIII secolo, per sfuggire alla persecuzione iconoclasta, si trapiantarono nei pressi delle nostre montagne, e le loro comunit\u00e0 presto crebbero sia per l\u2019affluenza dei monaci, cacciati dalla Sicilia dai Saraceni, sia per l\u2019impulso dato all\u2019ordine dal Santo brasiliano calabrese S. Nilo da Rossano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La loro influenza cominci\u00f2 a declinare solo nella seconda met\u00e0 dell\u2019XI secolo con l\u2019occupazione normanna. I normanni, impadronitisi della Calabria, posero ogni cura per ricondurre le Chiese calabresi al rito latino. Nel 1080 preposero il Vescovo latino a Reggio, nel 1090 a Cerenzia, nel 1094 a Troppa, nel 1096 a Squillace, ecc. L\u2019impresa, per\u00f2, non riusc\u00ec facile. Il ritiro greco nei dintorni di Catanzaro (Tiriolo, Amato, Cropani, Simeri, Taverna) si conserv\u00f2 a lungo. Nella stessa Catanzaro, dopo la erezione della nuova diocesi del rito latino, rimase fino al secolo XIV una comunit\u00e0 greca, tanto importante da avere il proprio notaio e il proprio protopapa. E a Taverna, come anche a Stillo e a Caulonia, poterono sussistere, per qualche tempo, corepiscopi greci con autorit\u00e0 puramente personale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Con la restaurazione latina, presero piede in Calabria i Domenicani.nel 1241, per concessione di Gregorio IX, costruirono il loro primo convento presso la Chiesa di S. Matteo a Cosenza, ed in seguito, nel periodo di maggiore floridezza dell\u2019ordine, ebbero fino a sessanta conventi, tra cui il pi\u00f9 rinomato fu quello di Soriano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In base a queste sicure notizie storiche si pu\u00f2 ritenere che la Chiesa di Pentone sua stata dedicata al santo vescovo greco durante il periodo brasiliano, prima che le Chiese di Calabria fossero restituite al rito latino, cio\u00e8 prima del 400.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019ipotesi \u00e8 avvalorata anche dal fatto che nelle vicinanze di Pentone, durante il periodo basiliano non solo furono dedicate altre chiese al nostro Protettore, ma al Suo nome furono intitolate anche alcuni paesi: Savuci, fondato intorno al 1000, fu chiamato S. Nicol\u00f2 di Sabuzio ed un altro villaggio di Taverna, fondato nella stessa epoca, fu chiamato S. Nicol\u00f2 di Bucisano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">D\u2019altra parte \u00e8 logico ammettere che la SS. Vergine del Rosario e S. Vincenzo Ferreri, venerati con particolare devozione dai Domenicani, siano stati proclamati rispettivamente Patrona e Compatrono per interessamento dei religiosi. In quanto all\u2019epoca, dobbiamo tenere presente che S. Vincenzo Ferreri fu canonizzato da Callisto III nel 1455 e che la festa del Rosario fu istituita da Gregorio XIII nel 1573.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si tratta di semplici ipotesi. Con certezza sappiamo che la Parrocchia di S. Nicola gi\u00e0 esisteva nei primi anni del 600. E\u2019 documentato da una pergamena che si trova nell\u2019oratorio della Congrega del SS. Rosario.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Riferiamo quanto nel documento ci pu\u00f2 interessare:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Noi Fra Raffaele Rifoz, Vescovo titolare di Barcellona e Vicario Generale di tutto l\u2019Ordine dei predicatori, ai lettori delle presenti lettere salute sempiterna nel Signore\u2026 Voi dilettissimi e devotissimi cristiani fedeli del Paese Di Pentone della Diocesi di Catanzaro\u2026 avete incessantemente chiesto a Noi per interposta persona dell\u2019Ill.mo Signor. Marcello De Rosis\u2026 la facolt\u00e0 di istituire ed ordinare nella chiesa Parrocchiale e Matrice di S. Nicola di codesto luogo la Confraternita del Salterio ossia Rosario sotto l\u2019invocazione della Beta Vergine Maria e di fondare ed innalzare il Suo altare e la Sua Cappella\u2026. Accogliendo i vostri voti e le pie petizioni, per l\u2019Autorit\u00e0 Apostolica a Noi Concessa\u2026 Concediamo licenza e facolt\u00e0 di istituire la detta Confraternita\u2026. Ammoniamo che nella stessa Cappella la prima domenica del mese di ottobre si deve celebrare la festa dello stesso SS. Rosario, secondo il decreto e il monito di Gregorio Papa XIII\u2026 in rendimento di grazia per la passata memorabile vittoria sui Turchi\u2026. Eleggiamo cappellano della Confraternita il Rev. Don Tommaso Trapasso, moderatore e rettore di detta Chiesa e dopo di lui i successori\u2026 Data a Roma nel nostro convento di S. Maria sopra Minerva il giorno 1\u00b0 del mese di febbraio dell\u2019anno 1619.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Grande \u00e8 stato sempre l\u2019attaccamento dei fedeli di Pentone alla &#8220;Congregazione laicale del SS. Rosario&#8221; per la quale fu costruito adatto oratorio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il 2 aprile 1769 il Priore, gli uffiziali e i fratelli umilmente supplicarono, chiesero alla Maest\u00e0 del Re di voler roborare con Regio Assenso e Beneplacito le regole che avevano formato per il ben governo della Congregazione. La petizione fu compilata notaio Cortese di Fossato e fu sottoscritta dal Priore Francesco Colao, dal Segretario e Cancelliere della Congregazione Sabastiano Capilupi e da 74 fratelli, fra i quali il Mag.co Arcangelo Lobello e il Mag.co Giovambattista Lobello.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il cappellano Niccol\u00f2, Vescovo di Pozzuolo, dopo aver maturamente considerato il tenore delle regole, ed aver sentito il parere di D. Stefano Patrizzi, consulte del Regno di Sicilia, il 31.05.1769 fece presente al Re che poteva degnarsi concedere su dette Regole il Suo Reale Assenso con farle spedire Privilegio in forma Regalis Camerae Sanctae Clarae. E Ferdinando IV, il 30.06.1769, firm\u00f2 il Decreto che conclude:\u00a0<i>Nos pentitionibus tam juxtis et pijs libenter annuentes\u2026 preinserta capitula\u2026 confirmamus,acceptamus\u2026 Privilegium fieri facimus magno nostrum negotiarum Sigillo pendente minitum.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Da alcuni documenti amministrativi risulta che nel 1700 dentro la parrocchia di Pentone era eretta anche la Cappella del Purgatorio di cui furono Procuratori Giuseppe Marino (1759-1762), Carlo Pugliese (1762-1764), Giuseppe Marino (1764-1765), Salvatore Marino, (1765-1771), Vitaliano De Laurenzi, (1771-1795 e censuari gli eredi Giovanni De Laurenzi, gli eredi di Tommaso Rubino, Don Nicola Perricelli, Don Santo Lamanna, Margherita Citriniti e Beatrice Rodino.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In seguito questa Cappella del Purgatorio fu sostituita dal Pio Monte, e la nuova istituzione ebbe come Procuratori Nicola De Laurenzi dal 1794 al 1803 e Agostino Marino dal 1803 al 1820. Il 30.07.1798 furono incombenzati, in pubblico colloquio tenuto conti del Procuratore del Monte il Dr. Fis.co Luigi Capilupi e il Not. Samuele Colao.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il 15 agosto 1846 il Pio Monte dietro deliberazione dei fratelli venne incorporato nella Congregazione del SS. Rosario. Ecco quanto fu stabilito:\u00a0<i>\u2026in essa Congregazione di debba mettere il Pio Monte dei Morti al quale devoti fratelli, che vorranno corrispondere un grano al mese, possono avere di suffragio, dopo la loro morte, dieci messe piane e una cantata\u2026 Dell\u2019avanzo annuale se ne facci moltiplico affinch\u00e9 col progresso del tempo si possa stabilire una somma di denaro quale si debba applicare alla compra di tanto grano che si debba ritenere per comodo del pubblico affin di non soggiacere a carestia, quale grano si debba conservare dal Procuratore di detto Monte\u2026.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alla Fine del 700 esistevano altre Cappelle, come si pu\u00f2 desumere da quanto il marchese di Fuscaldo scrisse nel 1799:\u00a0<i>Pentone, questo casale, contiene circa 1120 anime governate da un Parroco le cui rendite composta da beni parrocchiali e di beni della Chiesa ascendono ad annui ducati 39,67. Vi esistono le Cappelle del Carmine, di Santa Barbara, di S. Anna, di S. Giuseppe, di S. Antonio di Padova, di S. Michele, dell\u2019immacolata col Pio Monte ed in tutto hanno rendita di circa ducati 33. Vi esiste inoltre una Economia Curata la quale, secondo la liquidazione di Cassa Sacra, tiene rendite maggiori.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i><\/i>Da ricerche eseguite dal Can. Don. Mario Malarico presso l\u2019Archivio di Stato di Catanzaro (Vol. 47) risulta che nel 1790 la posizione delle Chiese de Casale di Pentone era la seguente:<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Chiesa rurale di Santa Maria delle Grazie possedeva beni bullari ed enfiteutici vari ed i seguenti corpi stabili: orticello con pezzetto di terra, tomolate 5; Ziparello o Furdo, tomolate 16; Timpone della Cona tomolate 7; Puzzo un quarto di tomolata; Acqua di Pantelleria, un quarto di tomolata; due gelsi neri dentro la vigna Caratella di Don. Carlo Poerio di Taverna; Curia di Liser\u00e0, mezza tomolata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Chiesa di Santa Barbara era in possesso di censi bulbari e dei corpi stabili in demanio: Mellicario, mezzo mondello; Soveritello, mezza tomolata; Frigonissa, piccolo pezzetto di terra: Cerasia, 7 tomolate; Petrara un mondello; una casa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Alla Congregazione o Pio Monte del Rosario appartenevano Cona di Massaro; Rupa, mezzo mondello; Rao, due tomolate; Valle Scura tomolate una e mezza; Callea due mondelli; Populo mezza tomolata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Cappella del Carmine, era eretta nella Chiesa Parrocchiale di Pentone, teneva in propriet\u00e0 Liser\u00e0, mezza tomolata; un gelso nero nella vigna di Domenico Pugliese; due gelsi neri nello stabile di Giuseppe Colao.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Cappella della Immacolata possedeva so corpo stabile: Populo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Cappella di S. Anna, di S. Antonio di Padova, di S. Michele Arcangelo, tutte erette dentro la chiesa Parrocchiale, possedevano solo censi bullari.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sembra per\u00f2 che le rendite dei parroci fossero piuttosto scarse. Nel 1802 l\u2019Arciprete Capilupi fece presente alla Curia: quantunque il sudetto peso (l\u2019obbligo di pagare una certa somma al sacerdote incaricato di celebrare la Messa nella Chiesa delle Trache) mi si impose sull\u2019idea che le rendite proprio della Parrocchia fossero in annui D. 39, pure secondo la consegna fatta dal Reg. Economo, si \u00e8 rivelata essa rendita diminuita di annui D.16.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dopo l\u2019annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna la situazione sia rimane sempre critica. Nel 1864, infatti, l\u2019Arciprete De Laurenzi indirizz\u00f2 ad Antonio Greco, Deputato di Catanzaro al primo Parlamento Italiano, a Torino, una accurate lettera nella quale fece presente che godeva, della tenuissima congrua di solo lire 180 annue, senza decimo o provento alcuno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nell\u2019800 non si parl\u00f2 pi\u00f9 di Cappelle ma di Procure. Significativa \u00e8 la notificazione dell\u2019Arciprete De Laurenzi del 6 giugno 1858: noi Arciprete\u2026 ordiniamo che tutte le festivit\u00e0 che si celebrano in questa Chiesa seguano l\u2019ordine seguente\u2026. si dovranno fare solo quattro processioni annue, eccetto quella del Protettore, della Protettrice e di M.SS.ma delle Grazie le quali resteranno fisse giusto il solito\u2026. Per questo nuovo anno avranno luogo\u2026 col permesso dell\u2019Eccellentissimo Monsignore, le processioni di S. Antonio di Padova, di Maria SS. Addolorata, di S. Michele Arcangelo, e del SS.mo Nome di Ges\u00f9\u2026. Il susseguente anno: S. Giuseppe, S. Anna, S. Filomena e M. SS.ma Immacolata. E cos\u00ec si seguir\u00e0 per turnum. Quante volte piacer\u00e0 ai signori Procuratori, in luogo delle suddette processioni, fare la novena e la corrispondente festa di Chiesa, sar\u00e0 permesso.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n<blockquote>\n<p align=\"CENTER\">* * *<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La nostra Chiesa \u00e8 composta di un\u2019ampia navata centrale e di sue navate laterali con cinque cappelle. Le cappelle della navata di destra, entrano per la porta maggiore, sono dedicate alla Vergine Addolorata, a S. Nicola e al Cristo Risorto, quelle della navata di sinistra alla Vergine Immacolata ed alla Madonna dell Grazie.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dalla Cappella del Cristo Risorto, che fino al 1938 era dedicata alla Vergine del Rosario, si passa all\u2019Oratorio della Congregazione, mentre dalla cappella delle Grazie si giunge alla sagrestia alla quale si pu\u00f2 accedere anche dal presbiterio (Cornu evangelii).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019altare maggiore, sormontato da un baldacchino di stile gotico, \u00e8 eretto nell\u2019abside. Sull\u2019entrata sella porta grande, di fronte all\u2019altare maggiore, si pu\u00f2 ammirare la tribuna dell\u2019organo che \u00e8 sostenuta da due colonne. Fra la Cappella dell\u2019Immacolata e quella delle Grazie si apre la porta laterale della Chiesa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sottostante alla sagrestia si trova un ampio magazzino, sopra la sagrestia un quartierino che comunica per mezzo di un cavalcavia, costruito nel 1910, con la casa canonica (fino al 1910 casa comunale).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Da un vecchia memoria, in mio possesso, riferisco i seguenti interessanti appunti di cronaca pentonese che riguardano la Chiesa:<\/p>\n<blockquote>\n<blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">1. 1769 \u2013 30 gennaio alle ore 23 e mezza (mezzora prima del tramonto) nel mentre la popolazione era nella Chiesa cadde un fulmine nel campanile, rompette la sommit\u00e0 di questo campanile, quindi entr\u00f2 nella Chiesa e tutti cascarono a terre sette persone furono ferite e quindi rompette tutte le vetrate.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">2. 1783 \u2013 dal 5 febbraio fino al 28 febbraio dur\u00f2 un terremoto che distrusse il paese e Chiesa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">3. 1812 \u2013 11 luglio cadde un fulmine nella Chiesa e propriamente nel finestrone, distrusse tutte le vetrate, fette 200 ducati di danni.<\/p>\n<\/blockquote>\n<\/blockquote>\n<\/blockquote>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un terzo fulmine colpi la Chiesa, se non erro nel 1904 e produsse danno alla statua di S. Francesco.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Senza dubbio il paese e la Chiesa, rimasero distrutti o gravemente danneggiati nel terribile disastro del 1783 che, con le numerose repliche, caus\u00f2 danni ingenti in tutta la provincia. Il Vescovo di Catanzaro, per i gravi danni subiti dal Duomo, fu costretto ad officiare col Capitolo prima in una Chiesetta del rione Baracche e in un secondo tempo fino 1833, nella Chiesa Dell\u2019Immacolata. Si pu\u00f2 ritenere, quindi che la nostra chiesa sia stata restaurata o addirittura ricostruita dopo il grave moto tellurico del 1783, anche perch\u00e9 la facciata frontale presenta elementi di tardo barocco e di neoclassico i quali inducono ad ammettere, appunto, una ricostruzione verso la fine del 1700.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 1751 S.S. Benedetto XIV, con Apostolico Registro dato a Castel Gandolfo, volle speciali dono illustrare l\u2019altare maggiore della Chisa S. Nicolae Ep. Casalis Pentoni, concedendo particolari indulgenze alle anime per le quali fossero celebrate messe &#8220;ad ipsum altare&#8221;, nell\u2019ottava dei morti e in due giorni di qualsiasi settimana stabiliti dal Vescovo. Il privilegio era valevole per sette anni. Un Rescritto con gli stessi privilegi sar\u00e0 concesso, nella Basilica di S. Maria Maggiore, da Pio. VII il 23.02.1828 per l\u2019altare del SS. Rosario.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il locale, situato sotto la sagrestia, negli ultimi anni del 700 fu adibito a tappeto d\u2019olio ma poich\u00e9 i lumeggi ed altro recavano notevole disturbo alla troppo vicina Chiesa si pens\u00f2 di usarlo come magazzino d\u2019olio. Quando le truppe napoleoniche (1799 \u2013 1815) si riversarono nella nostra regione, il paese fu incendiato, la Chiesa serv\u00ec per ricetto delle truppe e il magazzino fu adoperato per corpo di guardia. Dopo il triste periodo dell\u2019occupazione francese si posi in essere il Monte Frumentario, e il Sindaco Don Luigi Capilupi adott\u00f2 il magazzino per uso grano e con biglietto obbligatorio si rese pigionante all\u2019Arciprete 1\u00b0 in tomola 3 grano e poi in ducati 6.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dopo alterne vicende, nel 1830, il Decurionato, stignato da malevoli, pretendeva che il magazzino fusse di pertinenza della comune, ma l\u2019Arciprete Don Antonio De Laurenzi protest\u00f2 energicamente presso l\u2019Intendente e Comandante De Liguoro e fece valere i diritti della Chiesa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 1831 Don Raffaele Capilupi provvide all\u2019acquisto dell\u2019organo e, probabilmente, anche alla costruzione della relativa tribuna col danaro lasciato (a tale scopo) dallo zio. Vivissimo fu l\u2019interessamento del Vescovo Mons. Matteo Franco, che nella S. Visita del 29 ottobre 1830 aveva sollecitato l\u2019ottima iniziativa ritenendo l\u2019organo cotanto necessario per la decenza della Sacre Eccl. Funzioni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il 10 maggio 1836, con rispettabile foglio, 2 Ufficio 1\u00b0 carico, l\u2019Intendente della Provincia autorizz\u00f2 l\u2019Arciprete Antonio De Laurenzi a i lavori della Chiesa Parrocchiale e proprio al campanile. L\u2019espressione piuttosto generica non specifica l\u2019entit\u00e0 dei lavori. Sembra che l\u2019antico campanile fosse di modeste dimensioni e a cuspide come appare in una vecchia tela che raffigura Pentone.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Con certezza sappiamo soltanto che la campana, dedicata a Sancta Maria Mater Gratiarum, venne fusa nel 1822, &#8220;opus S. Provenzano Curtalensis&#8221;, mentre l\u2019anno successivo venne sistemata la campana grande, &#8220;sumptibus universitatis pentonen, et propter cooperationem Angeli Tarantino et Raphaelis Capilupo&#8221;. Entrambe sono ancora in ottimo stato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019attuale campanile, che si eleva massiccio e quadrato sul paese, fu realizzato dietro l\u2019opera dinamica dell\u2019Arciprete Don Vincenzo De Laurenzi, ed \u00e8 interessante saper che il materiale necessario per la costruzione fu portato sul posto non dagli operai, ma dai fedeli, anzi le gentildonne fecero a gara per meglio disimpegnare il gravoso ed insolito lavoro. La torre campanaria fu dotata anche di un ottimo orologio e, nel 1875, fu provvista di un\u2019altra campana, la S. Nicola, fusa da Andrea Conforti da Roglilano a spese del Comune e a cura del Sindaco G. Marini di Nicola e degli assessori S. Fava e P. Nicola.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La scala, per la quale si accede alla porta maggiore, era a rampe convesse, a ferro di cavallo e anche questo motivo architettonico induce a pensare che la Chiesa sia stata ricostruita nel 1700.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019Arciprete De Laurenzi pens\u00f2 di demolire lo scalone ingombrante e antiestetico e di sostituirlo con le attuali rampe; inoltre sopraelev\u00f2 la sagrestia del citato quartierino, dove furono accolte per molti anni (1855 \u2013 1909) le scuole comunali, costru\u00ec l\u2019attuale altare maggiore, meno il baldacchino, recinse il presbiterio di una balaustra di stucco, restaur\u00f2 con nuovi intonachi la navata centrale e le cappelle e infine rifece in legno tutto il soffitto. L\u2019esecuzione di quest\u2019ultimo lavoro fu affidato al valente Mastro Gioacchino Tarantino, mentre la parte decorativa fu curata da un altro pentonese, da Mastro Michele Capicotto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel 1890 per rigorosissimi ordini ministeriali vennero interrate ed impiombate le grotte mortuarie, che erano nei sotterranei della Chiesa. La ostilit\u00e0 del popolo verso i nuovi sistemi di seppellimento fuori delle Chiese e lungo l\u2019abitato aveva privato Pentone di un sacro luogo che accogliesse i nostri cari morti. Il 07.04.1890, luned\u00ec dopo Pasqua, giorno memorando per il paese, fu benedetto il cimitero provvisorio a Cama e vifu sepolto, per primo, Giacinto Colao, alias Cassarola, morto la sera di sabato santo, a due ore di notte, di morte repentina. Alla mesta funzione parteciparono il Sindaco con tutto il Corpo Municipale, la Stazione dei Carabinieri, l\u2019intera Fratellanza, tutti i magnati, l\u2019intero popolo ed il clero.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La via Roma, che porta alla Chiesa, era fino al 1894 uno sterrato scosceso chiamato Supra i Merguli. La definitiva sistemazione si deve al Sindaco Don Gaetano Capilupi. Sotto la sua Amministrazione furono costruiti la gradinata che unisce Via Umberto a Via Roma, e il terrapieno con lungo muro di sostegno che fino a qualche anno fa era sormontato da una ringhiera di ferro battuto, interrotta, a tratti, da sedili di pietra verde di Gimigliano.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La denominazione Supra i Merguli, che \u00e8 rimasta sino ai nostri giorni, e la configurazione del luogo inducono a pensare che la Chiesa e il sagrato fossero un tempo sostenuti da un muro merlato. Senza dubbio la parte del paese che si estende sotto i merguli e a destra della Chiesa pu\u00f2 ritenersi antica, mentre la parte che si estende a sinistra nel rione denominato Giardino, dagli orti ivi esistenti fino a circa un secolo fa \u00e8 relativamente recente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nei primi anni del 900 i Pentonesi, auspice lo Arciprete Don Gaetano De Laurenzi, vollero rendere pi\u00f9 bella, maggiormente estetica la loro unica Chiesa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Prese l\u2019iniziativa il Sac. Don Salvatore Mazzuca, allora economo, che molto si adoper\u00f2 per reperire i fondi necessari per i lavori di restauro e di abbellimento, la cui esecuzione fu affidata al pittore-decoratore calabrese Bernardo Pignataro.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sull\u2019altare maggiore fu costruito l\u2019artistico baldacchino in stile gotico,, rivestito completamente di oro zeccino. L\u2019oro fo offerto generosamente e con entusiasmo dalle donne di Pentone, mentre la maggior parte della spesa fu sostenuta dal Barone Don Lorenzo Zinzi di Catanzaro, devotissimo della Madonna di Termine.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La navata mediana e le cappelle laterali vennero restaurate con nuovi stucchi e nuovi ornamenti architettonici e vennero decorate con pregevoli dorature. Don Vitaliano Capilupi, indimenticabile figura di sacerdote, di educatore e di cittadino, sostenne le spese per la cappella dell\u2019Addolorata; il Sindaco Don Giuseppe Marini, nella cui distinta famiglia \u00e8 tradizione la devozione per la SS. Vergine Immacolata; realizzo il restauro della Cappella dell\u2019Immacolata; per la cappella di S. Nicola si adoper\u00f2 il Sig. Giuseppe Colao, attaccatissimo al culto del Protettore, mentre per la cappella delle Grazie e per quella del SS. Rosario intervennero l\u2019Arciprete Don Gaetano De Laurenzi e la Confraternita. L\u2019Arciprete De Laurenzi, inoltre, costru\u00ec a sue spese anche l\u2019intero pavimento in cemento, i banchi e la balaustrata del presbiterio in ferro, e con la somma di \u00a3. 6.800 stanziata dal Governo, grazie all\u2019interessamento dell\u2019On. Colosimo, pens\u00f2 ai restauri della navata media.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il pulpito fu ideato e costruito da Mastro Gioacchino Tarantino<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Confraternita del Rosario, dietro la solerte giuda del Priore, Sig. Filippo Rubino, abbell\u00ec con pregevoli stucchi e con dipinti l\u2019Oratorio, lo adorn\u00f2 anche di un magnifico altare in marmo, e infine fece costruire davanti all\u2019altare un coro di ottima fattura per i confratelli.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutti i Pentonesi con entusiasmo e con fede contribuirono alla realizzazione della nostra Chiesa di cui oggi vanno orgogliosi e che pu\u00f2 giustamente ritenersi una delle pi\u00f9 belle Diocesi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In seguito si ebbero altri abbellimenti ed ammodernamenti. Nel 1929 l\u2019Arciprete Mazzuca dot\u00f2 il Tempio di un impianto elettrico che permette di godere una sfarzosa illuminazione. Intorno al 1938 la Confraternita volle dedicare la Cappella del Rosario a Cristo Risorto, sostituendo la vecchia tela che raffigura la Madonna, con una statua di Cristo, acquistata a Lecce. Recentemente l\u2019abside \u00e8 stata messa in comunicazione, per mezzo di una piccola porta, con l\u2019Oratorio della Confraternita.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un notevole miglioramento si \u00e8 avuto per l\u2019opera silenziosa e tenace dell\u2019Arciprete Tarantino che ha sostituito il vecchio battistero con un altro elegante di marmo, ha rinnovato la balaustrata e il pavimento, ha rimesso a nuovo la casa canonica, la sagrestia e le scale, ha arredato la Chiesa di banchi di noce e di nuovi pavimenti sacri ed ha in progetto altri importanti lavori. Imminente \u00e8 la sistemazione sulla torre campanaria di un moderno orologio a tre quadranti con due campane e la sirena.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Chiesa, che conserva qualche antica tela del 700 e due antichi busti che ricordano S. Nicola e S. Vincenzo, \u00e8 adornata da parecchie statue: Madonna dell Grazie, SS. Vergine del Rosario, Addolorata, Immacolata, S. Nicola, S. Giuseppe, S. Francesco di Paola, S. Antonio, S. Vincenzo, Sant\u2019Anna, S. Lucia, S. Michele, Santa Filomena, Sacro Cuore di Ges\u00f9, Cristo Risorto; vi si venerano infine due reliquie, una di S. Nicola e l\u2019altra di Santa Barbara.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La Statua di S. Nicola fu scolpita in legno a Napoli nel 1855 a spese del Sac. Giuseppe Marino, mentre al restauro cooper\u00f2 il Sig. Giuseppe Colao, nel 1895. La statua dell\u2019Addolorata fu fatta nel 1858 a devozione del popolo di Pentone e per cura del Maggiore Francesco Dogelsana e della famiglia Pullano. La statua di Santa Filomena fu eseguita nel 1891 a spese del Segretario Comunale Antonio Coalo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I Simulacri si S. Antonio, del S. Cuore di Ges\u00f9 e della SS. Vergine Immacolata furono acquistati a Lecce Rispettivamente dal Sig. Francesco Anacreonte (1904), dal Cav. Vincenzo Capicotto (1910) e dall\u2019Avv. Carlo Marini (1921)<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Bernardo Pignataro, il citato artista calabrese che decoro la Chiesa fece la statua di S. Francesco, per devozione dei Pentonesi e del Procuratore Carlo Lobello nel 1902, quella di S. Lucia a devozione di Antonio Ferraro nel 1904, quella di Sant\u2019Anna, per cura di Giuseppe Capicotto nel 1904, e quella di S. Vincenzo, per cura del Procuratore Vincenzo Colao nel 1910.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La statua di S. Michele, fatta a devozione di Antonio Marino, nel 1902, fu in seguito restaurata dal Procuratore Michele Marino.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dalla sacra Immagine della Madonna del Rosario, che \u00e8 di ottima fattura, non si hanno precise notizie, come anche non si conosce l\u2019autore del simulacro di S. Giuseppe. Sappiamo soltanto che il15 marzo 1871 fu benedetta un statua del Santo che era stata scolpita in legno da un artista di Serra S. Bruno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si pu\u00f2 concludere che oggi nella nostra Chiesa si Venera gli stessi Santi che erano venerati dai nostri padri nel 700 e nell\u2019800.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il colto per S. Francesco di Paola non pu\u00f2 vantare lunga tradizione nel nostro paese, perch\u00e9 i Pentonesi, sempre profondamente devoti del grande taumaturgo calabrese, veneravano prima del 900 San Pranciscu a Fossato. Il giorno della festa in grandissimo numero si recavano nel vicino paese di Fossato, dove il Santo \u00e8 stato sempre glorificato con particolare solennit\u00e0, e si disputavano con i Fossatesi l\u2019onore di portare a spalla il simulacro.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Con grande, attendibilit\u00e0 si pu\u00f2 affermare che la cappella del Carmine, di cui si parla nei documenti del 700, sia stata costituita dalla procura dell\u2019Addolorata, di cui si comincia a parlare solo nell\u2019800. Dell\u2019Antico culto rimane un segno, una tela che raffigura la Madonna del Carmine e che si trova appunto nell\u2019attuale cappella dell\u2019Addolorata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il culto di S. Lucia trasse incremento dalla devozione del pirotecnico Mastro Antonio Ferraro di Feroleto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Infine, per completare la nostra trattazione, ricordiamo gli arredi sacri pi\u00f9 antichi: l\u2019ostensorio donato dall\u2019Avv. Don Nicola Capilupi nel 1849 e due calici, di cui uno fu offerto nel 1843 da Don Giobbe Perricelli e l\u2019altro, in onore di Maria SS. delle Grazie da Don Diego Capilupi nel 1856.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-7387b849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non abbiamo alcun dato che ci permetta di stabilire con<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":762,"menu_order":5,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-787","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lacalabria.net\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/787","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lacalabria.net\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lacalabria.net\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacalabria.net\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacalabria.net\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=787"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.lacalabria.net\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/787\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":858,"href":"https:\/\/www.lacalabria.net\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/787\/revisions\/858"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lacalabria.net\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/762"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lacalabria.net\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}