10 anni già …
Scrivere per ricordare e far ricordare …
La gratitudine filiale è doverosa ed insopprimibile, soprattutto quando rapportata
a pietre miliari della nostra storia, della nostra esistenza, del nostro modo di intendere ed interpretare le mille ed una esperienze frutto del quotidiano …Voglio celebrare mio padre a dieci anni esatti dal suo viaggio conclusivo od iniziatico verso l’ignoto. All’uopo ho estrapolato
uno scritto, parte di un lavoro più complesso
che ripercorre le sue vicissitudini e, sottolinea,
le sue indubbie qualità morali, professionali, caratteriali ed umane.
(Guido Capilupi)
Negli occhi di mio padre
E gli occhi di mio padre dove sono finiti!?…
Quegli occhi vispi e votati alla conoscenza,
che hanno incontrato fieramente le acque scure dell’Atlantico, durante una traversata a bordo delle stupenda Motonave, “Raffaello” , simbolo, insieme alla gemella “Michelangelo” della rinascita tricolore del Dopoguerra …
(Uno degli ultimi flussi migratori si perpetrò, appunto, attraverso quei mezzi e quella rotta verso le Americhe durante gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Lui, in quella fortunata ed arricchente occasione, era un semplice Borgomastro di provincia ospite di compaesani oramai già polpa della “Grande Mela” …)
Quegli occhi che hanno preso per mano schiere di alunni per condurli fuori porta, nelle passeggiate primaverili di stampo didattico …
Quegli occhi che si sono inumiditi nel seguire,
nascostamente, un figlio impegnato in un’ umile mansione lavorativa …
Cosa trasmettono!? Cosa inquadrano in tempo reale!?…si chiederà lo scombussolato lettore, sorpreso e un tantino contrariato dall’andamento probabilmente disassato di questa narrazione ..:
Come tutti quelli su cui si chiudono, per sempre,
le fredde e pesanti palpebre della morte,
saranno stati bruciati in maniera irreversibile
da un bacino distruttivo!? O non piuttosto, come tutti quelli che si rianimano, e brillano e indagano e si perdono alla supposta, consolante, rivivificante fonte di luce nuova, stavolta, si spera e si prega inesauribile, avranno guadagnato l’immortalità!? …
“È il pensiero che genera la materia”
non viceversa …;
dibatteva Giordano Bruno: e le sue erano proiezioni filosofiche su scenari e comportamenti futuri auspicabili
per una migliore comprensione e gestione
dell’esistere …
Trattasi, dunque, di una successione
consequenziale attiva che darà i suoi frutti.
Quei frutti cresciuti sui rami più alti,
più esposti agli elementi, ma baciati generosamente dal sole …
Noi siamo, proprio, figli di un passato il cui ordito è stato intessuto da mani callose, saggezza antica e pervicacia di genti.
Noi siamo figli di ideali nobili e di semi di bellezza e di bontà piantati in profondità
e nutriti con cura e amore.
Noi siamo, la maggior parte delle volte,
quel che decidiamo di essere
e di rimanere!
Non dimentichiamolo …
(Guido Capilupi)